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Caso Armstrong: cominciano a muoversi i portafogli

Tra le notizie rilevanti di ieri sul caso Armstrong-USADA, spiccano le seguenti:

la SCA promotions richiede indietro all’americano 7,5 milioni di dollari in bonus pagati per le vittorie del Tour;

la Oakley, sponsor storico di LA, dice che “per ora” continuerà a supportarlo: “è nostra politica supportare i nostri atleti finchè non vengono dichiarati colpevoli”. Alla luce di questa affermazione, l’UCI ha nelle sue mani un verdetto (una volta di più) economicamente decisivo;

Un chiaro esempio di come il personaggio Armstrong tornasse utile un po’ a tutti è dato dalla polemica nata in Australia: Michael Ashenden, crociato antidoping, ha criticato la federazione australiana per aver permesso ad Armstrong di correre il Tour Down Under tra il 2009 e 2011. La risposta è stata disarmante: il governo del Sud Australia non chiederà ad Armstrong le somme pagate per la partecipazione, non rivelerà l’importo delle suddette somme, ma fa intendere che il ritorno economico per loro è stato positivo. Prima della partecipazione dell’americano la corsa valeva 17 milioni di dollari per l’economia locale, dopo, più di 40. (SBS)

Oggi ci sarà una protesta per il rispetto dei diritti umani davanti alla sede della Nike, organizzata da Paul Willerton, ex compagno di squadra di Armstrong. (Cycling News)

Si sta diffondendo una nuova moda grazie ai social media: i possessori di braccialetti LiveStrong oscurano con una ‘X’ la ‘v’ in modo che lo slogan risulti “LIE STRONG“. In questo articolo di SBS alcuni aspetti economici del fenomeno Armstrong.

Michele Ferrari non sembra turbato dall’indagine USADA: dichiara a CyclingNews che ora studierà per bene tutti i documenti. Sul suo sito 53×12.com scrive: “non ho MAI assistito a pratiche dopanti alla US Postal. Non sono mai andato alle gare e quando ho presenziato ai ritiri ho effettuato semplicemente dei test funzionali”.

Bertagnolli, atteso oggi alla procura antidoping, non si presenterà, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Inner Ring spiega perchè l’equazione: “tutti si dopano, quindi il campo partenti è livellato” sia errata. La stessa analisi la si può trovare nel libro di Tyler Hamilton: il semplice fatto di avere accesso a diversi metodi e sostanze rende la suddetta frase risibile. L’articolo si conclude con la frase: “L’indagine USADA porta alla luce uno schema di doping che altri team non potevano eguagliare, quindi era una competizione iniqua”.

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